Nella sua opera Leggende Napoletane, Matilde Serao rivisita il mito di Parthenope non come una sirena suicida per Ulisse, ma come una fanciulla greca che fugge con l’amato Cimone per vivere il loro amore. Il loro approdo nell’area di Napoli dà origine alla città, con Parthenope che diventa simbolo eterno di amore, vitalità e spirito immortale della città.
- La Trama: Partenope, giovane greca, si innamora dell’ateniese Cimone, ma il padre la vuole sposare a un altro. I due innamorati fuggono e scelgono il golfo di Napoli come luogo ideale per il loro amore.
- Fondazione: La coppia viene raggiunta da altri, dando inizio al popolamento della zona. Partenope partorisce dodici figli, diventando la madre del popolo napoletano.
- Immortalità: Secondo la visione poetica della Serao, Parthenope non muore mai; ella è un’anima che vive incessantemente nella città, manifestandosi nel profumo degli aranci, nel mare fosforescente e nei colori di Napoli.
- Differenza dal Mito Classico: A differenza del mito classico dove la sirena Partenope si uccide dopo aver fallito nel sedurre Ulisse e il suo corpo crea il golfo di Napoli, la versione di Serao celebra la vita e l’amore piuttosto che la morte.
La narrazione di Matilde Serao trasforma Parthenope da figura tragica a divinità protettrice di una Napoli “ebbra di luce e folle di colori”
