La conoscenza non è un blocco monolitico, ma un processo dinamico che si muove su binari diversi. Se nel mito di Gilgamesh la conoscenza passava attraverso l’integrazione dell’ “Altro” e l’esperienza del dolore, nella filosofia e nelle scienze moderne i percorsi si sono strutturati in metodologie precise. ​Possiamo suddividere questi percorsi in alcune categorie principali:

​1. Il Percorso Empirico (I Sensi)

​È la conoscenza che deriva dall’esperienza diretta e dall’osservazione del mondo fisico. È il “toccare con mano”. I fondamentali ​Strumenti sono : I sensi, la misurazione, l’esperimento scientifico.

​Il processo Logico si basa sull’induzione (dal particolare al generale) incontrando molteplici limiti  perché i sensi possono ingannare e l’esperienza è sempre limitata nel tempo e nello spazio.

​2. Il Percorso Razionale (La Logica)

​Qui la conoscenza non passa per gli occhi, ma per l’intelletto. È la capacità di connettere idee in modo coerente. Applichiamo altri ​Strumenti: Il sillogismo, l’analisi matematica, la deduzione.

​Qui il processo Logico inverte la sua direzione e si fonda sulla deduzione che dal generale va al particolare. Se A = B e B = C, allora A = C. Non ho bisogno di vedere A e C insieme per sapere che sono uguali.

​3.  Il Percorso Intuitivo ed Esistenziale

​È la forma di conoscenza tipica del mito o della leggenda: quella che nasce dall’intuizione, dall’empatia o dal “vissuto”. Utilizziamo Strumenti diversi: l’introspezione, l’arte, il simbolo, il rito   etc. ed ha la caratteristica di non essere mediata dal ragionamento. È ciò che proviamo quando “capiamo” improvvisamente una verità profonda sulla vita, per esempio, dopo un evento traumatico o una grande gioia.

​​4. Il Percorso Ermeneutico

​È la conoscenza che passa attraverso il linguaggio e la cultura. Conosciamo il mondo interpretando i segni che altri hanno lasciato. Altri strumenti si affiancano nel nostro percorso di conoscenza: il libro, il dialogo, lo studio della storia, la decodifica dei testi. L’obiettivo chiave è il circolo ermeneutico: per capire il tutto devo capire le parti, ma per capire le parti devo avere un’idea del tutto

E che dire dell’intelligenza artificiale? Rappresenta un ulteriore percorso di conoscenza estraendo schemi e risoluzioni da quantità di dati (Big Data) che sfuggono alla percezione umana?

Di certo ognuno ha il diritto di colorare le pagine bianche del suo percorso di conoscenza sotto la guida della legge morale…

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